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Dragons & Dinosaurs

24/06/2011

La nostra avventura in giro per la Terra di Mezzo prosegue, e dopo più di un mese eccoci ritornare nell’affascinante Hangzhou, capitale dello Zhejiang ma soprattutto una delle più belle ed interessanti città di tutta la Cina.

Un detto popolare cinese recita: ‘Nasci a Suzhou, vivi a Hangzhou, mangia a Guangzhou, muori a Liuzhou’, ad indicare le città più belle e vivibili dell’Impero Celeste. Un altro celebre proverbio, riportato per la prima volta in Occidente dal missionario Matteo Ricci, invece afferma che ‘in alto c’è il Paradiso, in basso Hangzhou e Suzhou’. Marco Polo addirittura la definì  ‘senza alcun dubbio la città più bella e nobile al mondo‘.

Sebbene i primi siano detti popolari e quindi pieni di amor patrio, mentre chi ha letto il Milione sa bene che il viaggiatore veneziano non fosse certo parsimonioso in fatto di superlativi, è comunque chiaro che si tratti di una città di assoluto valore culturale e storico.

 

Del Lago Occidentale e dei suoi meravigliosi paesaggi notturni vi ho già accennato in precedenza, mentre non ho ancora citato una delle assolute meraviglie che adornano la città, ovvero il Grande Canale  che parte da Hangzhou e incredibilmente arriva a spingersi fino a Pechino, ed è quindi il più lungo fiume artificiale al mondo, con i suoi quasi 1800 Km di lunghezza.

Ancora più spettacolare della lunghezza è la sua storia: i primi tratti del canale vennero realizzati addirittura nel V Secolo a.C., mentre gli ultimi chilometri che arrivano fino ad Hangzhou sono attribuiti alla Dinastia Sui, quindi risalgono VII Secolo d.C., il che vuol dire che per il completamento di quest’opera monumentale occorsero più di mille anni e la forza lavoro di milioni di uomini provenienti da più generazioni di Cinesi.

 

All’opera vennero in seguito apportate grandi modifiche, come chiuse per permettere la risalita di dislivelli anche di decine di metri, e un fitto sistema di canali di comunicazione che sostanzialmente ha costituito per secoli un’antica autostrada sull’acqua. Il canale ebbe anche una forte importanza strategica sia per il trasporto di materiali militari e truppe sia per bloccare eventuali avanzate nemiche, talvolta passivamente, a causa un guado difficoltoso, ma spesso anche attivamente: la rottura volontaria di alcuni argini poteva causare inondazioni in grado di annientare gli eserciti nemici. A tutt’oggi il canale è trafficatissimo ed è attraversato da lunghe chiatte e navi commerciali e da trasporto che solcano le sue acque di giorno e di notte.

Ebbene sì, in Cina tutto è grande, enorme, monumentale. Non fa certo eccezione lo Zhejiang Science and Technology Museum, gigantesca opera di divulgazione scientifica inaugurata nel 2009, che offre ai visitatori uno spettacolo unico nel campo della conoscenza, dell’interattività, del gioco e dell’approfondimento.

Dall’esplorazione dello spazio e dalle nuove frontiere della tecnologia e dell’ingegneria si passa alle curiosità della medicina tradizionale cinese, per poi arrivare all’approfondimento delle tematiche ambientali e dello sviluppo sostenibile, il tutto orientato (così come per il padiglione cinese dell’Expo) al sensibilizzare i visitatori sullo sviluppo di città a impatto zero in armonia con la natura.

Ho notato con grande piacere che ci sono ampie aree del museo dedicate al gioco e ai bambini, ma anche per gli adulti sono numerose le esperienze interattive e hands on, seguendo il nuovo corso della divulgazione scientifica internazionale.

 

Il visitatore può, nel giro di pochi metri, viaggiare dentro un sottomarino o testare gli effetti dell’assenza di gravità, guidare una navicella spaziale, suonare strumenti musicali con corde invisibili, dirigere un’orchestra composta da robot musicisti, capire i segreti di una centrale elettrica e vivere mille altre esperienze. A fianco, a completare l’opera del Science Center, c’è un museo di Storia Naturale dedicato principalmente alle tematiche di conservazione della biodiversità, con una articolare attenzione dedicata alle meraviglie naturali della Cina.

 

Tra le principali attrazioni dello Zhejiang ci sono i dinosauri, scoperti di recente in gran numero e varietà, e proprio per questo motivo un’ampia area del museo è dedicata ai giganteschi rettili estinti della zona. Così come per l’Argentina, gli Stati Uniti e qua e là in giro per il mondo, anche in Cina sta nascendo la moda dei ‘Dino Parks‘ creati nelle zone di ritrovamento dei resti dei dinosauri, per vedere i fossili direttamente nelle aree di ritrovamento. L’area del museo dedicata ai dinosauri contiene pertanto svariati inviti più o meno espliciti alla visita di tali aree, sparse qua e là nella Cina orientale, in particolare nelle regioni dello Jiangsu e, ovviamente, nello Zhejiang.

  

In un ambiente del genere è chiaro che una mostra come Agorà, dedicata alla sperimentazione e al riprodurre di persona i grandi esperimenti scientifici dell’Antichità, si trova perfettamente a proprio agio ed è pronta a testare la curiosità degli abitanti di Hangzhou su queste tematiche.

L’allestimento degli exhibits è ormai concluso e uno staff di animatori nuovi di zecca attende solamente la data di apertura del 26 giugno, ovvero nientemeno che il primo giorno di vacanza degli studenti cinesi!

Riusciranno i nostri eroi a sopravvivere all’ondata di piena? Non ai posteri, ma ai giorni a seguire l’ardua sentenza!

          

Zaijian,

fonso

2 commenti leave one →
  1. 24/06/2011 15:56

    Una cosa non capisco: nelle tue foto notturne il cielo di queste città cinesi è sempre color Blade Runner. Fa davvero così schifo, il tempo laggiù?

    • 24/06/2011 16:30

      beh, fa conto che Hangzhou è più grande di Roma, e il centro sono tutti grattacieli, Shanghai conta nell’agglomerato urbano più abitanti di tutto il nord Italia… le luci di tutti questi palazzi si riflettono contro il cielo, basta un minimo di foschia ed ecco spiegato quel colore particolare! Taicang è un caso a parte, è una città piccola ma lì in 12 gg di permanenza ho beccato 11 gg di pioggia e/o nebbia! A giugno qui ci sono i monsoni, quindi c’è sempre tanta acqua in sospensione. L’inquinamento c’è, ma non è così pazzesco come verrebbe da pensare, anzi! A mio avviso su certe cose città come Milano son messe peggio, almeno in proporzione a dimensioni e numero di abitanti!🙂

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