Skip to content

Poesie T’ang

03/08/2011

Circa 50.000 poesie di oltre 2000 poeti: l’epoca della dinastia T’ang (618 – 909 d.C.) rappresenta l’apogeo della lirica cinese, e quanto riportato qui non è che qualche esempio di questa infinità, tratto da una vecchissima raccolta in italiano che ho trovato per caso su uno scaffale impolverato, rimasta lì e dimenticata per decine di anni.  Niente traslitterazioni, niente lirismi all’italiana: queste sono le traduzioni pure e semplici dal cinese antico, e anche se meno accessibili e poetiche che delle parafrasi, in esse il sapore e il mistero di un mondo arcaico e lontano sono stati lasciati inalterati dai traduttori.

Sospiro femminile

Conscia che la bellezza è la mia sfortuna, con sospiro affronto lo specchio. 
Per piacere a un signore incontentabile, come debbo adornarmi?
Quando il vento è caldo, gli uccelli si adunano a cantare. 
Quando il sole è alto, crescono le ombre dei fiori. 
E là nel sud le fanciulle, di anno in anno, 
colgono l'ibisco sognando l'amore.

(Tu Hsün-hê, morto nel 904)

L'oca selvatica sperduta

Linea dopo linea il mio stormo ha passato il confine; 
tu, dove sei diretta ora, così sola? 
Nella pioggia della sera chiami le compagne; 
poi lentamente scendi sopra una gora ghiacciata. 
Lungo le mura le nubi umide e basse 
corrono più veloci di te verso la fredda luna.
Se ti prendesse una rete o una freccia, 
sarebbe per te peggio che volare così sola?

(Ts'ui T'u, diplomatosi nell'888)

Smarrimento

Lontano da casa anelavo notizie, dall'uno all'altro inverno, 
di primavera in primavera.
Ora che m'avvicino al mio villaggio, 
incontro gente e non oso fare domande.

(Li P'in, diplomatosi nell'854)

Flauto notturno

Sotto la montagna di confine la rena biancheggia come neve; 
fuori delle mura la luna spande gelo. 
Qualcuno, chissà dove, suona un flauto, 
e i soldati per tutta la notte languono di nostalgia.

(Li I, morto nell'827)

Per un amico disperso in guerra

L'anno scorso con i tuoi soldati partisti per il Tibet; 
quando la schiera scomparve oltre le mura, 
le notizie fra i due mondi si ruppero come fra vivi e morti.
Nessuno sinora si è imbattuto in un cavallo 
che fedele custodisse una tenda calpestata, 
una lacera bandiera, una tua traccia. 
Se avessi una certezza, ti venererei nel tempio; 
invece spargo queste lacrime guardando il cielo lontano.

(Čang Či, diplomatosi nel 799)

Inverno

Cento montagne e non un uccello, mille sentieri e non un'impronta. 
Una barchetta, un mantello di bambù, 
un vecchio pescatore sulla nevosa riva del fiume.

(Liu Tsung-iüan, 773-819)



Nel palazzo imperiale

Si è consunta nel pianto; ora sogni non giungono a consolarla.
Ode le altre cantare nella notte, mentre essa ha perduto il suo amore.
Sola con la sua bellezza, veglia sino all'alba, 
appoggiata al cuscino che odora di incenso.

(Po Kiü-i, 772-846)

Poesia scritta per musica

Gli alberi della lacca maturano a coppie, 
le oche mandarine muoiono a fianco. 
Quando una fanciulla dal cuore puro ama soltanto il compagno, 
in una vita esemplare per fedeltà, 
quale onda può giungere a turbare un'anima 
che è simile all'acqua di un profondissimo pozzo?

(Mêng Kiao, 751-814)

Congedandosi da Wang Wêi

Di giorno in giorno ho rimandato, riluttante e pigro; 
ma ora devo proprio partire. 
Ameni sarebbero i fiori sull'orlo della strada 
se non significassero l'addio, vecchio amico. 
I signori del regno sono duri con noi, 
che non rassomigliamo ad uomini d'affari.
Me ne tornerò a casa, non voglio dirti altro; 
dietro a me chiuderò la porta del vecchio giardino.

(Mêng Hao-žan, 699-740)

Ancoraggio notturno

Mentre la mia barchetta si muove sopra il suo ormeggio nella nebbia 
e svanisce la luce del giorno, cominciano a tornare i vecchi ricordi.
Di quando il mondo era vasto e gli alberi toccavano il cielo 
e limpida era nell'acqua la vicina luna.

(anonimo)

La festa della montagna

Mentre solo dimoro in terra straniera, 
una doppia nostalgia soffro in questo giorno: 
i miei fratelli salgono per il monte portando rami di corniolo, 
ognuno il suo, ed il mio ramo manca.

(anonimo)

Eremo buddhista sui monti 

Nel puro mattino, presso il vecchio tempio, 
il primo sole tocca le vette degli alberi; 
attraverso un quieto recesso di alberi e fori, 
il sentiero mi guida all'eremo buddhista. 
Qui gli uccelli fremono nella luce del monte, 
qui la mente raggiunge la pace in una polla d'acqua; 
mille suoni sono placati da un soffio della sacra campana. 

(Č'ang Čien, diplomatosi nel 727)
 

No comments yet

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: