Skip to content

Waterways

12/08/2011

La Cina è una terra di ambienti estremi: dal clima temperato delle regioni centrali e orientali si passa alle foreste lussureggianti del Sud, in particolare nella splendida provincia dello Yunnan, per passare al freddo polare di alcune zone della Mongolia Interna e dell’immenso e desolato altopiano del Tibet (chiamato Xizang dai cinesi), fino ad arrivare agli aridi deserti, in particolare il Gobi a nord e il leggendario Taklamakan a nord-ovest, quest’ultimo attraversato da Marco Polo e da lui descritto con minuzia di particolari ne Il Milione.

Tutta la Cina orientale però, ovvero quella che noi occidentali conosciamo meglio, quella di Shanghai e Nanchino, di Pechino e di Hong Kong, ha nella sua interezza un elemento fondamentale che domina il paesaggio: l’acqua.

Acqua dei mari che la costeggiano a est, acqua dei suoi grandi fiumi (tra gli altri l’immenso Fiume Azzurro/Yangze e il Fiume Giallo), acqua dei laghi artificiali e naturali che abbelliscono alcune delle sue grandi città come Nanjing o Hangzhou, acqua delle risaie che scolpiscono e ridisegnano il paesaggio per centinaia e centinaia di chilometri, acqua del Grande Canale di cui ho parlato in un altro post, ed infine l’acqua che si insinua con stretti passaggi in mezzo alle case e abbellisce alcune cittadine storiche della regione dello Zhejiang, dove mi trovo attualmente.

Tra queste, due sono di particolare pregio ed interesse per i turisti soprattutto cinesi ma in qualche caso anche occidentali: Xitang e Wuzhen.

Approfittando dei giorni di libertà (il lunedì e il martedì il science center che ospita Agorà è chiuso) ho visitato questi scenic spots, entrambi a pochi chilometri di distanza dalla città di Jiaxing dove ci troviamo attualmente: a nord-est Wuzhen, ad ovest Xitang.

La prima che ho visitato, Wuzhen, può fregiarsi di un titolo molto più che onorevole, la Venezia d’Oriente. Il perché è abbastanza evidente: stretti canali di acque basse solcate da imbarcazioni tradizionali, piccole case in legno, alti e antichi ponti di pietra. Non c’è la laguna e San Marco, i gondolieri e l’acqua alta, ma con le dovute proporzioni anche questo antico villaggio nel suo piccolo ha un fascino che può riportare alla mente la Serenissima.

  

Popolato da circa diecimila residenti durante tutto l’anno e più o meno da altrettanti turisti ogni giorno di luglio e agosto, Wuzhen ha anche alcuni luoghi di assoluto interesse culturale: dalla casa che fu per anni del grande e amato scrittore del Novecento Mao Dun, attualmente trasformata in un museo sulla sua vita e le sue opere,

a un piccolo museo sugli usi e costumi tradizionali della Cina, con interni d’epoca, abiti tradizionali e riproduzioni di ambienti familiari appartenenti ad un mondo che ormai non esiste più,

 

a una chiatta attraccata in un’insenatura dove alcuni maestri di Kung Fu presentano ad ogni ora uno spettacolo dimostrativo sulla propria arte, la Kung Fu boat,

fino ad arrivare ad un’antica distilleria di baijiu, il tradizionale liquore di riso cinese, conservata perfettamente con tanto di strumentazioni e recipienti d’epoca.

Tra gli stretti vicoli che si snodano in mezzo alle case di legno si possono trovare numerosi artigiani tradizionali che hanno trasformato i propri laboratori in negozi di souvenir, dove però i turisti oltre a fare semplice shopping possono in più vedere la nascita sul momento dell’oggetto che acquistano: dalla coperta di lana al ventaglio decorato a mano, dalla collana alla statuetta in legno.

  

Mentre la mia visita a Wuzhen è avvenuta ‘in solitaria’ in pieno giorno, per Xitang ho accettato ben volentieri un invito dei colleghi a cenare e trascorrere la serata in una cittadina che mi avevano garantito essere ancora più bella ed affascinante, soprattutto perché quasi sconosciuta ai turisti occidentali.

 

Quasi sconosciuta perché, purtroppo o per fortuna a seconda dei punti di vista, alcuni anni fa Hollywood è arrivata qui, portando fama e notorietà anche al di fuori della Cina. Qua e là infatti è possibile vedere qualche evitabilissimo cartello con su scritto Tom Cruise was here, o qualcosa del genere.

L’occidente, una volta arrivato, non è più andato via: è comparso in alcuni locali tradizionali tramutati nei più classici negozietti di souvenir, nei bar karaoke dove musicisti più o meno improvvisati suonano canzoni degli Eagles o dei Bon Jovi, nelle lanterne luminose galleggianti da lasciare sulle acque dei canali per esprimere un desiderio.

 

Se questo sia un bene o un male non lo so, certo è che parte del fascino antico del villaggio tradizionale cinese si è perso a discapito di un maggiore benessere economico, sicuramente apprezzato da chi a Xitang ci vive, ma va detto che in ogni caso la bellezza degli scenari e dei vicoli, delle case di legno e dei canali su cui si riflettono le luci delle lanterne rosse è assolutamente intatta, ed è questa, probabilmente, la cosa più importante.

 

Tutto questo mentre anche il lavoro fila via liscio senza intoppi: Agorà è ancora ospite di Jiaxing e qui vi resterà fino alla fine di agosto. I visitatori sono sempre interessati e attivi: vogliono toccare, provare, sperimentare tutto quello che c’è e sono curiosi soprattutto per quanto riguarda gli aspetti storici degli exhibit: da dove veniva Archimede, chi era Eratostene e come mai questo tal ‘Pitagora’ avesse reinventato un teorema che i Cinesi già conoscevano. Tutto questo è molto stimolante non solo per il confronto tra la cultura occidentale e quella orientale, ma soprattutto perché comincia veramente a delinearsi quella che è la conoscenza media del visitatore cinese: interessato, giocherellone, curioso, spesso già a conoscenza dei contenuti scientifici degli exhibits e allo stesso tempo ignaro di quelli storici, il che è normale visto che invece noialtri occidentali sappiamo poco o nulla dei grandi scienziati e matematici dell’antica Cina.

Tra l’altro, per restare in tema col post, anche Agorà ha un pochino di acqua nei suoi exhibits: la celebre coclea o vite di Archimede di cui vi ho già parlato solleva e trasporta l’acqua, mentre l’esperimento della sfera e il cilindro la sfrutta per dimostrare uno dei teoremi di cui lo scienziato siracusano andava più fiero: una sfera occupa esattamente due terzi del volume di un cilindro avente uguale raggio. Per dimostrarlo nulla di più semplice che calare una sfera in un cilindro dello stesso diametro, pieno per un terzo di acqua: una volta che questa tocca il fondo il livello dell’acqua sale fino a raggiungere esattamente la sua altezza, dimostrando visivamente un teorema geometrico ancora fondamentale ai giorni nostri.

Di sicuro da qui al suo ritorno in Italia questa sfera dovrà andare su e giù ancora qualche migliaio di volte per soddisfare la curiosità e la voglia di sperimentare di bambini e adulti cinesi, desiderosi di conoscere il pensiero e le scoperte di un uomo vissuto oltre 2000 anni fa, e, di questo siamo certi, Archimede ne sarebbe orgoglioso; ma anche noi umili divulgatori che la sua scienza semplicemente diffondiamo, potremo vantarci di aver esportato le sue scoperte fin nella Terra di Mezzo, e anche queste nel loro piccolo son soddisfazioni.

Zaijian,

fonso

2 commenti leave one →
  1. Daniela permalink
    12/08/2011 17:42

    Ciao Fonso che bello leggere un pò con calma i tuoi post… Quest’ultimo davvero interessante. Anche le poesie di qualche giorno fa… che bell’idea hai avuto…
    A dir la verità mi suscitano sempre una certa emozione e… una certa invidia! Stai vedendo un mondo di cose meravigliose
    … E la cosa incredibile è che non abbiamo ancora dovuto spedirti per corriere le famose trenette al pesto🙂 che tuttavia, se vuoi, sono pronte a partire in qualsiasi momento!!!

    Daniela

    • 13/08/2011 03:17

      ciao Dani, e grazie! Ma non serve più, ormai da qui al ritorno mangerò come tutti gli altri … sono riuscito anche a varcare la soglia della colazione alla cinese! Come ho detto più volte, se ci sono due cose di cui non mi posso in alcun modo lamentare sono le persone e il mangiare!
      Le trenette ce le mangeremo tutti insieme da Maria al mio ritorno, come avevamo fatto prima della partenza!🙂
      baci
      fonso

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: