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Red lanterns & green lasers

19/08/2011

Sto sfruttando questi giorni di agosto a Jiaxing per cercare di vedere da vicino la Cina più autentica, quella non ancora completamente inquinata dal consumismo come Shanghai, quella ancora lontana dalla ricchezza economica e culturale di Hangzhou, e in generale tutte quelle zone provinciali del paese ancora distanti dalla progressiva occidentalizzazione che sta radicalmente cambiando il volto della nazione in questi ultimi decenni.

In effetti si tratta di un’impresa tutt’altro che semplice: vuoi per i limiti imposti dalla lingua, vuoi per la difficoltà di capire come funziona una ‘cittadina’ (si fa per dire) provinciale della Cina ad agosto, con i bambini che sono ancora liberi dalla scuola fino ai primi di settembre e gran parte degli abitanti che sono rimasti in città, in certi casi per mancanza di mezzi economici che permettano di fare vacanze lunghe, ma molto spesso perché, da quanto mi è stato detto ed ho constatato di persona, qui le persone vanno in ferie per periodi brevi e più scaglionati nel corso dell’anno rispetto all’Italia: c’è chi va a giugno, chi a settembre, chi anche in inverno. 

Questo per la nostra mostra è sicuramente un aspetto positivo: il science center che ci ospita è stato visitato da più persone di quante si potesse prevedere in pieno agosto, e anche se buona parte di questi visitatori erano bambini accompagnati dai genitori o ben più spesso dai nonni, frequentemente ci hanno fatto visita gruppi di campi scolastici estivi che hanno riempito la sala all’improvviso, in afose mattinate di piena estate in cui non ti aspetteresti anima viva.

 

Tra l’altro la fortuna ha voluto che a fianco del centro ci sia la sede di uno di questi campi estivi che in più di un’occasione ha improvvisato una visita, riempiendo da un momento all’altro tutta l’area centrale del complesso, dedicata alla nostra mostra sugli scienziati dell’Antichità.

  

Durante il giorno a Jiaxing molta gente se ne sta rintanata in casa per il caldo, ma se capita la giornata un po’ più vivibile si può visitare il mercato dei fiori e degli uccelli, popolato da decine e decine di piccoli negozi che, a discapito del nome, vendono praticamente qualunque tipo di animale da compagnia o pianta da giardino.

 

Pesci rossi, tartarughe, criceti, cani di piccola e media taglia si aggiungono a diamanti mandarini, parrocchetti e cardellini che affollano migliaia di gabbie e sono di gran lunga gli animali da compagnia più diffusi qui in terra d’oriente.

    

A tal proposito, la sensibilità dei Cinesi per i loro amici volatili è così sviluppata che in alcune città ci sono vie e parchi che fanno da ritrovo per gli anziani ma dove, oltre a giocare a carte e fare quattro chiacchiere come ovunque nel mondo, questi portano con sé il proprio uccellino in gabbia in modo che anche lui possa avere compagnia e farsi nuovi amici.

  

Mercati e mercatini a parte, la città di Jiaxing ha alcuni altri luoghi di assoluto pregio come la pagoda di Haogu, ricostruita in tempi recenti, che si affaccia sulle sponde del Lago Meridionale e dalla cui cima si può godere di una vista affascinante, che fa vedere una città non molto ricca ma sicuramente armoniosa e ben tenuta,  immersa nel verde dei parchi e bagnata dalle acque di mille canali.

  

Dopo il tramonto, come un po’ tutte le città cinesi, Jiaxing diventa ancora più bella, vuoi per le luminarie  tradizionali che illuminano i vicoli del centro storico e si riflettono sui corsi d’acqua, vuoi per i mille negozietti  e bancarelle che restano aperti fino alla tarda sera per permettere a chi vuole girare un po’ la città di evitare il caldo torrido del pomeriggio.

 

Qua e là si possono vedere anche artisti di strada, musicisti tradizionali, gruppi corali e persino ballerine che si esercitano in mezzo alle piazzette illuminate soltanto dalle luci rosse delle lanterne.


Le luci colorate le abbiamo furbescamente sfruttate anche noi: l’exhibit che ha riscosso più successo qui (almeno tra i curatori del centro, espertissimi di eventi  scientifici e mostre sullo stile di Agorà) è stata la quadratura del cerchio, in cui avviene la dimostrazione di uno dei classici studi di Archimede con tutti gli annessi e connessi, tra cui come trovare un quadrato con la stessa area di un dato cerchio. L’exhibit consiste in una lastra circolare di plexiglass spessa circa 2 cm dentro cui viene proiettato un raggio laser che si riflette lungo la parete interna, disegnando un poligono il cui numero di lati può essere aumentato cambiando l’inclinazione del laser: più è alto il numero dei lati, più il poligono si avvicina all’area del cerchio. Il visitatore può cambiare questa inclinazione, e conseguentemente il poligono proiettato, semplicemente ruotando una manopola. Abbiamo constatato con piacere come questo fosse un qualcosa di inedito per il pubblico cinese che si è dimostrato difatti molto interessato alla nostra “quadratura”.

Un altro exhibit di grande successo riguarda gli studi di Apollonio di Perga sulle sezioni coniche ovvero ellisse, parabola e iperbole; nel nostro esperimento queste linee curve sono identificate utilizzando un laser (questa volta la proiezione di un piano e non di un raggio semplice) verso un doppio cono di plexiglass alto circa 2 metri: nell’oscurità le figure risaltano per bene ed hanno un grande effetto visivo. Questa non è altro che la riproposizione in grande stile di un classico exhibit scientifico in cui un cono di legno è ‘affettato’ in più parti che identificano le tre grandi famiglie di sezioni coniche, ma proposta in questa forma, grazie anche a una struttura ricoperta da tendoni neri che la circonda per creare il buio necessario, ha un fascino ben maggiore che sembra essere particolarmente apprezzato dal  pubblico.

Rinfrancati da questo agosto più vivace del previsto ci prepariamo ad affrontare gli ultimi giorni di mostra in questa accogliente città che ci ha offerto alcune gradite sorprese; prima di partire e ritornare a Shanghai c’è però ancora una tappa fondamentale da fare: la Capitale del Nord  mi attende nei prossimi giorni e, visto che le cose da vedere saranno tantissime mentre il tempo sarà estremamente limitato, bisognerà essere preparati per bene… seguirà un report completo sulla mia “maratona” pechinese, per cui tenete gli occhi aperti e le orecchie ben tese!

Zaijian,

fonso

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